Remedio – Venezia e il vino parte II

Remedio è un’altra di quelle parole legata al vino e più specificatamente ad una qualità di malvasia che, non era una varietà di vite, ma una tecnica particolare di vinificazione che produceva un vino dorato e dolce proveniente dalle regioni delle terre da mar veneziane.

A Venezia se ne potevano distinguere tre tipi: Malvasia dolce, una qualità non molto gradita ai veneziani ed utilizzata prevalentemente per il mercato estero; Malvasia Tonda, che aveva un gusto più sottile e leggero; Malvasia Garba, con un sapore forte ed acido. Quest’ultimo tipo era molto più apprezzato anche perché si riteneva che potesse curare malattie dello stomaco.

Si credeva che la miglior Malvasia Garba fosse venduta in una malvasia vicino a Santa Maria Formosa il cui proprietario si chiamava Remedio e, siccome il nome Remedio era molto simile alla parola “rimedio”, col tempo si diede al vino dell’oste delle qualità curative particolari fino ad addirittura essere usato come toponimo della zona.

Oggi si possono trovare nell’area una calle, una fondamenta ed un ponte con il nome di Remedio.

Malvasie e magazeni non erano gli unici posti in città dove si poteva bere vino. Lo si poteva sorseggiare anche nelle osterie, luoghi che fornivano anche cibo ed un posto per dormire.

All’inizio del XIV secolo solo nella zona di Rialto si trovavano 16 osterie e, ancora oggi, diverse calli ci ricordano la presenza di quei luoghi: Calle alla Torre, Calle della Scimmia, Calle della Donzella, etc.

Do Spade è l’unica osteria ancora esistente e che ancora oggi offre in parte gli stessi servizi: mangiare e bere.

Uno dei posti più popolari per assaggiare i famosi cicheti veneziani ed una buona ombra.

E ora basta con le chiacchiere…..partiamo e andiamo all’assaggio.

 

Favero, C. ed., Venice and Viticulture. Wines and Wines: the legacy of the Venetian Republic, Biblos Edizioni, Cittadella (PD), 2014.

Magazen – Venezia e il Vino Parte I

Esplorando Venezia vi potreste ritrovare in una calle dal nome “Magazen” che in italiano vi potrebbe far pensare ad un luogo per lo stoccaggio della merce. In veneziano la parola ha invece tutt’altro significato: è legata alla pratica del bere vino.
Venezia nel Medioevo ha avuto il merito di trasformare il vino in uno status symbol: una bevanda che per molti anni era stata associata alla religione diventa in questo periodo un dono prezioso per reali e viene utilizzato durante importanti banchetti, diventando così un prodotto a cui non si può fare a meno.
Le chiatte che trasportavano i vini attraccavano a Rialto nei pressi della Riva del Vin, dove dovevano attendere l’ispezione degli ufficiali della dogana che davano poi il consenso allo sbarco e allo stoccaggio della merce dopo averne verificato il contenuto.

Luoghi per la mescita del vino iniziarono ad apparire in diverse zone della città, ognuno con le sue specifiche caratteristiche.
I magazeni erano luoghi deposti alla vendita di vini locali che venivano serviti in caraffe piuttosto che in bicchieri ed erano frequentati dalle classi meno abbienti.
Le malvasie offrivano invece vini di qualità migliore: i raffinati vini dolci di provenienza orientale, anche denominati vini navigati. Le malvasie avevano anche qualche restrizione: al loro interno non si poteva praticare il gioco delle carte e non potevano pubblicizzare la loro presenza tramite insegne, cosicchè i loro proprietari iniziarono ad identificare le loro attività con rami di alloro che diventarono poi il loro marchio.
Le malvasie erano anche identificabili attraverso un particolare arredamento dei loro interni fatto con botti di vino utilizzate come eleganti tavoli dalla loro clientela, esattamente come ancor oggi si può vedere nei molti tipici locali che servono questo prodotto.
Se siete pronti per questa esperienza non perdete tempo, cliccate sul link http://imlostinvenice.com/tour/vini-e-cicchetti/ e ci divertiremo assieme.

 

Favero, C. ed., Venice and Viticulture. Wines and Wines: the legacy of the Venetian Republic, Biblos Edizioni, Cittadella (PD), 2014.