Ciao

Raccontare Venezia è semplice e difficile allo stesso momento. Semplice perché c’è davvero moltissimo da dire, difficile perché si ha davvero l’imbarazzo della scelta! In questo blog potrei parlarvi delle leggende o della storia. Delle ricette, o delle persone.

Quello che ho deciso di fare, però, è raccontare Venezia attraverso la sua lingua. Con una sintassi specifica, una grammatica indipendente e una produzione letteraria riconosciuta, il Veneziano è stato riconosciuto come lingua, non semplice dialetto, una lingua che con le sue sfumature e caratteristiche è capace di raccontare di un popolo la sua sfera più intima.

E con quale parola migliore iniziare, se non con “Ciao”?

Forse il saluto più diffuso del mondo, in pochi sanno che si tratta, in origine, di una forma di deferenza tipica del commerciante  Veneziano verso il cliente: questi usava, infatti, rivolgersi a chi aveva il portafoglio gonfio come “sciavo” (letto s:ciavo), cioè schiavo, successivamente contratto in “sciao” (s:ciao), e infine “ciao“, la forma che tutti conosciamo e usiamo.

Non posso, quindi, che concludere questo mio primo intervento con un Ciao, e a risentirci presto!

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